Fidarsi non è mai una decisione razionale. È un atto che richiede di accettare qualcosa di scomodo: l’esito di un’attività non dipende solo da noi. Nel lavoro, spesso questa consapevolezza arriva tardi. E arriva, di solito, quando ci si rende conto che si sta facendo tutto da soli, anche quello che si pensava di aver già affidato a qualcun altro!
La delega, sulla carta, sembra semplice: si assegna un compito, si indica un obiettivo, si lascia fare. Nella pratica, è uno degli atti più difficili che, da responsabile, si possano compiere. Perché delegare è distribuire il lavoro, sì, ma anche cedere una parte del controllo e accettare che un’altra persona faccia le cose a modo suo, magari in modo diverso dal nostro, magari commettendo qualche errore che noi avremmo evitato.
Delegare stanca. In due modi diversi
Ci sono due fatiche all’interno della delega. C’è una fatica emotiva: lasciare andare il controllo richiede fiducia, e la fiducia espone. Espone al rischio che le cose vadano storte, che il risultato non sia all’altezza, che si debba poi intervenire e correggere. Per chi è abituato a fare bene il proprio lavoro, accettare questa possibilità non è da poco.
C’è poi una fatica pratica, che riguarda tutti: spiegare bene cosa si vuole, formare chi riceve la delega, seguire senza sostituire. All’inizio richiede più tempo che fare la cosa in prima persona: è proprio questo che spinge molte persone a rinunciare, o a delegare solo a parole.
Il costo di non delegare
Una leadership accentratrice ha un costo alto, per chi la esercita e per chi la subisce. Chi non riceve mai una delega vera non cresce, non sviluppa autonomia, non si sente valorizzato. Chi non impara a delegare resta nell’operativo, sempre in sovraccarico, sempre indispensabile per tutto, ossia un classico ostacolante e rallentante “collo di bottiglia”.
Quando la delega funziona
Un management che sa delegare costruisce organizzazioni più solide: le persone crescono, prendono decisioni, sviluppano autonomia. Il clima cambia: chi riceve una delega vera si sente stimato, non solo esecutore. E chi delega smette di essere il collo di bottiglia di ogni processo, libera energia per le decisioni che contano davvero e guida con più lucidità .
Decisamente un ottimo esempio di scenario win-win!
La delega si impara
Buone notizie: anche la delega è una competenza, e come tale si costruisce con metodo.
È quello che affrontiamo nel modulo dedicato alla delega, all’interno della Palestra Soft Skill di APMS. Tre sessioni online per lavorare su cosa significa davvero delegare, come farlo in modo strutturato e consapevole, come costruire nel tempo un rapporto di stima e fiducia con le persone del proprio team.
Il prossimo appuntamento è il 4, 5 e 11 maggio. Le iscrizioni sono aperte fino al 29 aprile: iscriviti qui





